Gli Smegma Riot sono in città! – A casa col Maestro

Ah le terme… cosa c’è di meglio per scaricare un po’ di tensione? Immergersi in vasche d’acqua fumante dai più svariati colori e profumi, mentre gli ultimi bagliori del giorno si perdono tra i rami degli alberi.

Quella in cui siamo adesso è cosparsa di petali rossi ed emana un delicato effluvio. Eddy sostiene che sia cloro misto a qualche altra sostanza chimica. “Qui di naturale non ci sono nemmeno le zanzare” rincara il Maestro Papozzi.

Ci ha raccontato dei tre mesi in Messico e dei suoi progetti futuri. Del dottorato a Barcellona in filosofie antiche cinesi e delle sue prime esperienze come docente universitario. Della sua vita lontano dalla Cina e dagli Smegma Riot. Negli ultimi mesi avrà preso una chitarra in mano una decina di volte al massimo, ma non ha perso il suo tocco.

Immersi fino al collo come cuccioli di ippopotamo, abbiamo parlato di tutto, affrontando temi delicati come la vita di coppia, l’influenza del confucianesimo nella società cinese moderna, il tradimento, la legalizzazione di alcune droghe e della prostutizione.

E avremmo continuato a filosofeggiare senza posa se non fosse stato per le svedesi.

Il loro arrivo ci ha ricordato che, per quanto addomesticati e moderatamente acculturati, siamo pur sempre degli animali. Di quelli con i peli sul petto e con la panza. Loro invece sono più simili a delle ninfe. Il loro incedere è accompagnato da cantici celestiali e i loro capelli sono fili di seta che luccicano al sole.

Dal nostro cantuccio ombroso non possiamo fare altro che cantarne le lodi e ringraziare il Cielo per cotanta abbondanza. Naturalmente il vocabolario che usiamo è adeguato alla nostra condizione di bestie, italiche perdipiù.

Così, quando le prodigiose creature ci abbandonano facendoci ripiombare nell’oscurità e una di loro passandoci accanto esclama grazi milli, rispondiamo in coro: “Prego, è stato un piacere.” Un po’ non uscire dal personaggio, un po’ per essere cortesi. Tanto non c’è niente che possiamo dire o fare per colmare l’abisso che separa i nostri due mondi.

Ora ce ne stiamo in silenzio a pensare ognuno ai fatti suoi. Eddy starà facendo il calcolo di quanti soldi se ne andranno per il matrimonio. Il Maestro Papozzi si starà chiedendo cosa gli sia mancato per diventare una rock star, dove abbia sbagliato. Quanto a me… le solite paranoie del tipo: “come ho fatto a vivere tutti questi anni senza terme?” o “e se fossi nato svedese?

Verso le 7 al Maestro viene fame, così raccattiamo i nostri stracci e ce ne torniamo. Sebbene sia durata solo qualche giorno, la convivenza con il Mestro si è rivelata una di quelle esperienze che lasciano il segno.

Uomo di grande integrità morale che però non disdegna i piaceri della carne. Eccelso musicista che sa quando essere umile e quando invece rimarcare la sua schiacciante superiorità, anche a costo di gettare letame fumante su qualcuno.

Lode a te, Maestro Papozzi!

Bisogna parlarci con le bestie, non sono mica uomini (Adriano Celentano)

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2 risposte a “Gli Smegma Riot sono in città! – A casa col Maestro

  1. grande peppino è stao un onore dividere quelle acque fumanti con la tua panza e sptt sopportare la tua spremuta mattutina…..un abbraccio e 4 di bastoni!!!!

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