Niente da capire #4

Ok sentite questa. Un ragazzo cinese superati i trent’anni decide che è giunto finalmente il momento di fare una capatina nella cara vecchia Europa.

Sceglie la Germania come destinazione del suo viaggio. Ve l’ho detto che i cinesi ultimamente vanno pazzi per i crucchi? Che ne so, saranno gli stemmi luccicanti posti all’estremità del cofano anteriore delle macchine, il fatto che dalle nostre parti sono gli unici col culo un po’ meno a terra, che hanno vinto gli Europei. Boh.

Il nostro simpatico turista non è che se la cavi benissimo con le lingue straniere, anzi se proprio vogliamo dirla tutta sfiora la totale inettitudine. Ma mentre attraversa i controlli di sicurezza prima dell’imbarco è fiducioso. In qualche modo si farà capire. E poi cosa potrebbe succedere di male in un paese civilizzato come la Germania?

E niente, eccolo perdersi tra negozi di souvenir e ristorantini tipici di una città tedesca del nord con la disinvoltura di un viaggiatore consumato, di quelli che si guardano intorno con immensa curiosità, che annotano riflessioni acute sui loro taccuini e assaggiano qualsiasi cosa, assetati di esperienze sensoriali di ogni tipo.

A proposito di sete, ecco a lei una bella birra ghiacciata signore. Questa va giù che è un piacere, prenda pure il boccale da un litro. E nel frattempo un’altra cosa che va giù è la mano di un buontempone in vena di scherzi, dita affusolate che assumendo una posizione aerodinamica si immergono nella tasca del turista con la stessa leggerezza e scioltezza con cui un tuffatore entra nello specchio d’acqua, riemergendo una frazione di secondo più tardi con un portafogli gonfio di banconote e documenti.

Sono 4 euro e 50 signore. Tutto bene signore? Ha perso qualcosa? Lui annaspa, si tasta le gambe, poi il sedere, poi il bassoventre, balla il tuca tuca, rotea il collo di 180 gradi come durante un esorcismo, vomita torrenti di caratteri cinesi che si ammucchiano a terra (saranno prontamente rimossi da un operatore ecologico non più di due minuti e quarataquattro secondi più tardi e impietosamente gettati nel cassonetto dei rifiuti non comprensibili).

Signore, dove sta andando? Quella non è la stazione di polizia! Glielo spiegate voi al poveretto che l’edificio in cui sta entrando è il comune della città? Nel caso riusciste a farvi capire, elencategli anche gli effetti devastanti che può avere l’azzardata combinazione: paese estremamente burocratico e con problemi di immigrazione (la Germania) – cittadino straniero che non ha alcuna possibilità di trasmettere qualsivoglia tipo di pensiero, anche il più rudimentale come “mi hanno fottuto i soldi” (cinese).

E niente, una volta dentro, convinto che si tratti della normale procedura di denuncia di un furto, si presta docilmente all’identificazione tramite scansione delle impronte digitali e ad una serie di esami clinici di vario tipo, si mette in posa per un intero set fotografico e infine accetta senza troppi complimenti un pasto caldo e una tazza di caffè fumante. Qualcuno gli appoggia pure una copertina sulle spalle, sebbene siamo quasi al 15 di agosto. Infine gli mettono in mano una mazzettina di banconote e lo fanno salire su un pulman.

Mentre si allontana dalla città e i paesaggi intorno a lui divengono sempre più rurali, il turista pensa che anche nel suo paese dovrebbero essere così cortesi e premurosi nei confronti di chi viene derubato. Ma perché il posto in cui lo scaricano è pieno di persone dalla pelle più scura della sua che parlano una lingua piena di vocali aspirate e ogni tanto stendono un tappeto per terra e cominciano a pregare? A questi hanno rubato altro che il portafoglio, a giudicare da come vanno in giro vestiti.

Che il turista spicchi nella folla come un milanese tra le bancarelle del mercato del pesce di Napoli se ne accorgono tutti abbastanza presto, ma ci mettono un po’ più di tempo a rendersi conto di chi sia, da dove venga e perché sia lì.

Precisamente ci mettono 12 giorni, durante i quali il turista usufruisce dei servizi destinati a tutti gli altri rifugiati ospitati in quel centro profughi. Tre pasti al giorno, una delle centinaia di brandine sistemate in quello che doveva essere un palazzetto dello sport, acqua calda la sera dalle 7 alle 9 per farsi una bella doccia.

Quando infine il malinteso viene chiarito e al turista vengono nuovamente dischiuse le porte della libertà, attraverso un traduttore afferma che “l’Europa non era proprio come se l’aspettava.”

Un tamarro dietro l’angolo voleva incularmi la vespa, un tamarro dietro un altro angolo voleva incularmi la catenina

(Elio e le storie tese)

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