Coez, Calcutta, Liberato e tutti gli altri

Prima di tutto voglio dire una cosa: non sto per scrivere un post melenso intriso di adolescenziale nostalgia in cui elenco tutto quello che mi manca dell’Italia.

Sarebbe facile cadere in questa trappola, soprattutto considerando che sono un discreto sentimentale e che le prime 48 ore dal ritorno in Cina sono sempre delicate. E’ come quando devi sforzarti di non chiamare la ragazza che hai appena abbandonato per l’ennesima volta.

A questa premessa, somigliante di più ad una dichiarazione di intenti che spero di rispettare, se ne aggiunge subito un’altra: non so se ci riesco. A non scrivere un post melenso intriso di adolescenziale nostalgia, intendo. E per gli stessi due motivi di cui sopra tra l’altro.

Lo so, lo so, tutte queste premesse minano la mia credibilità e infondono al pezzo un tono greve fin da subito. Ve l’ho detto già che sono un discreto sentimentale, no? E allora cosa vi aspettate?

Che poi sembra che in Italia sta roba vada alla grandissima. Basta aggiungerci una base musicale dal ritmo compassato e la voce strascicata di uno che è evidente che stia soffrendo mentre canta. Un tipo giovane ma già molto tormentato, con la barba, le catenelle e un nome improbabile, o addirittura incappucciato per non farsi riconoscere e creare il classico alone di mistero intorno a se’.

L’aspetto positivo di tutta sta faccenda è che molte delle cose che potrebbero mancarmi dell’Italia sono, ahimè, finite chissà dove. Potrebbe ad esempio mancarmi Guida al Campionato e la domenica calcistica con quasi tutte le partite alle 15, oppure, che ne so, Mai dire gol.

Altre cose che potrebbero mancarmi dell’Italia, ma che fortunatamente non mi mancano perché non ci sono più, sono la spensieratezza, la fiducia nel futuro, la stabilità lavorativa, la possibilità di rimanere anziché’ essere costretti alla fuga. A proposito, il Cucciolone lo fanno ancora?

In compenso, ogni volta che torno ritrovo tutta una serie di cose e personaggi che, nel caso sparissero, non mi mancherebbero affatto, ma che incredibilmente sono ancora lì, resistenti chissà come ai più devastanti terremoti e uragani.

Tipo il Gabbibbo e le strade dissestate a Roma, gli sterili dibattiti televisivi e la totale incompetenza della classe politica. Persino la Corrida e il Grande Fratello hanno riesumato! E poi ci sono i nuovi fenomeni social, di cui purtroppo non posso (s)parlare diffusamente perché non possiedo elementi sufficienti, ma mi sto attrezzando.

Cacchio, vuoi vedere che cercare di non essere nostalgico è sempre più facile man mano che passano gli anni?

Sarebbe un sollievo saperlo, ma dubito sia così. Anzi, ed ecco che arriva la parte sdolcinata e banale del post, il mal d’Italia non può che peggiorare col tempo. E’ una patologia degenerativa che si manifesta in assenza prolungata di bar, tramonti sul mare di Positano, formaggio, chiese, Peroni da 66 sui gradini del Municipio, pizza ai Tribunali, un Posto al Sole, sorrisi, fritture mistiche. E tante altre privazioni.

Those crooked eyes that knew it all. Was my favorite friend of all. He was my favorite friend of all

(Kings of Leon)

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