Una lacrima sul visto

Forse è il caso che cominci a crederci anch’io. Dovunque mi volti tutto sembra indicarmi con chiarezza l’imminenza della partenza. La pila di vestiti accuratamente piegati e disposti ordinatamente nell’angolo dell’armadio; la cartellina con la prenotazione aerea e quella alberghiera che prende polvere sul comodino; il passaporto rosso in bella mostra aperto a pagina 16, che fino a qualche giorno fa era vuota e insignificante come tutte le altre mentre adesso è assolutamente indispensabile affinché io entri regolarmente nel Paese in cui mi sto per avventurare e ci resti almeno per 30 giorni. È strano: ho passato gli ultimi mesi a progettare questo viaggio, mi sono mosso con cautela e allo stesso tempo fermezza, ho vagliato con la massima attenzione le varie possibilità che avevo di fronte e, dopo aver considerato accuratamente rischi e grado di difficoltà, ho scelto con risolutezza la mia meta e fatto in modo di poterla raggiungere nel più breve tempo possibile. E nonostante questo, la sola idea di partire mi sembra un’idiozia bella e buona, nient’altro che una fantasia priva di qualsiasi fondamento. Tutto ciò mi fa pensare che mi trovi ad un’altro importante bivio della mia giovane vita: i cambiamenti che stanno per scuoterla sono di portata talmente colossale che mi è impossibile comprenderli appieno immediatamente. Ci vorrà del tempo, e allora mi conviene aspettare. Una cosa simile mi è successa un paio di mesi fa, nei giorni precedenti e in quelli immediatamente successivi alla discussione della tesi di laurea. Per un po’ ho cercato in tutti i modi di rendermi conto di quello che mi stava per accadere, passando in rassegna tutte le implicazioni che il passo che stavo compiendo comportava, le prospettive che mi attendevano. Ma non sono arrivato da nessuna parte, così ho semplicemente smesso di provarci. Ancora adesso non so bene cosa precisamente significhi per me essermi laureato, e soprattutto averlo fatto in questo angolo di mondo e in questo momento storico. Chissà quanto altro tempo ci vorrà per capirci qualcosa. In fondo è come diventare maggiorenni: chi può dire di svegliarsi la mattina del proprio diciottesimo compleanno e sapere già come cambierà la sua vita? Il sottoscritto dopo sette anni ne ha solo una vaga idea. Quindi, magari è vero che dovrei cominciare a crederci anch’io, ma dubito fortemente che succederà. Se mi conosco quanto penso di conoscermi, e dopo 25 anni vissuti con me stesso penso di conoscermi abbastanza bene, molto verosimilmente accadrà quanto segue: attraverserò le prossime settimane con passo lento e misurato, cercando di riempire le mie giornate più che posso; poi un giorno, esattamente quello indicato sulla prenotazione aerea infilata nella cartellina che prende polvere sul comodino, mi alzerò dal letto, trascinerò la mia valigia semivuota oltre la soglia e salirò su un aereo. Il resto sarà un’incredibile susseguirsi di avventure straordinarie ed esperienze entusiasmanti.

E il libro dice: «Noi possiamo chiudere col passato, ma il passato non chiude con noi» (dal film “Magnolia”)

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2 risposte a “Una lacrima sul visto

  1. Buon inizio di avventura sinotraveller…..ottima citazione nel titolo….per chi non l'avesse colta ancora XDXDpasso e chiudo da malincònia….XD

  2. …."tutto ciò che si fa è un'idiozia" (Wegner)…ogni singolo movimento dell'uomo, anche quello che apparentemente può risultare ai nostri occhi come il più ponderato, potrebbe rivelarsi non abbastanza accurato o semplicemente giusto per questo momento! poi quando ci si mette di mezzo la malinconia…..dohf…sono guai! ci sorprende all'improvviso…come una terza variabile che nessuno, ottimisticamente, considera mai! Eppure chi potrebbe veramente alzarsi al mattino dal letto ed esser sicuro di muovere un passo se, coscienziosamente, iniziasse sistematicamente a valutare tutte queste innumerevoli, singole, martellanti "variabili"??!!! credo nessuno…! ma alla fine siamo noi gli artefici del nostro destino……e sta a noi tenere a "bada" tutto ciò che ci circonda o semplicemente "far girare le cose a nostro favore". …e si può!basta solo affidarsi a noi, alle nostre capacità…lasciare al nostro savoir-faire il compito di pilotarci nel vortice di nuove emozioni, senza remore……perchè poi tutto verrà da se! ….per quanto ti stimo io, la mia sola paura sta nel fatto che la tua bellissima e invidiabile capacità di SAPERCI-FARE sempre, in qualunque situazione, e ovunque….ti porti tanto lontano dalle nostre chiaccherate in terrazza a Cesenatico……o dalle risate assordanti che hanno permesso di farci conoscere proprio per come siamo! vai e torna ricco/pieno di nuove emozioni da raccontare Peppitos…prendi la valigia e FIDATI SOLO DI TE!! :*

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